DERBY IN FAMIGLIA
Venerdì, 31 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 19.25.
ZOOLANDER
Domenica, 2 gennaio 2011, su RAI4, alle ore 15.35.
ELF
Domenica, 2 gennaio 2011, su SKY CINEMA FAMILY, alle ore 15.55.
Lunedì, 3 gennaio 2011, su SKY CINEMA FAMILY, alle ore 12.30.
SEMI-PRO
Domenica, 2 gennaio 2011, su STEEL, alle ore 22.55.
Lunedì, 3 gennaio 2011, su STEEL, alle ore 11.20.
martedì 28 dicembre 2010
Will in tv: un po' di pellicole...
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domenica 26 dicembre 2010
Will in tv: Derby in famiglia
Giovedì, 30 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 0.15.
giovedì 23 dicembre 2010
Owen Wilson parla (anche) di Will
Intervistato da Best Movie, Owen ha citato anche Ferrell.
Qui potete leggere tutta l'intervista.
Se vi interessa, come a noi, sapere solo cosa ha detto di Will, eccovi accontentati:
BM: Secondo lei è un buon periodo per la commedia americana?
OW: «Direi di sì, ci sono moltissimi bravi attori che mi fanno morire dal ridere. Penso a Vince Vaughn e Will Ferrell, ma anche a Jonah Hill. Una notte da leoni è uno dei film più divertenti che abbia visto negli ultimi anni, e poi c’è quell’altro tizio che non è male, com’è che si chiama? Quel Ben… Ben Stiller? (ride) E potrei andare avanti: per esempio ho recitato con Jack Black e Steve Martin in un film che si intitola The Big Year e che uscirà nel 2011, e loro due, be’, sono eccezionali. Mi piace molto John C. Reilly e anche Adam Sandler, ho amato Sideways… sì, il periodo non è male!».
Qui potete leggere tutta l'intervista.
Se vi interessa, come a noi, sapere solo cosa ha detto di Will, eccovi accontentati:
BM: Secondo lei è un buon periodo per la commedia americana?
OW: «Direi di sì, ci sono moltissimi bravi attori che mi fanno morire dal ridere. Penso a Vince Vaughn e Will Ferrell, ma anche a Jonah Hill. Una notte da leoni è uno dei film più divertenti che abbia visto negli ultimi anni, e poi c’è quell’altro tizio che non è male, com’è che si chiama? Quel Ben… Ben Stiller? (ride) E potrei andare avanti: per esempio ho recitato con Jack Black e Steve Martin in un film che si intitola The Big Year e che uscirà nel 2011, e loro due, be’, sono eccezionali. Mi piace molto John C. Reilly e anche Adam Sandler, ho amato Sideways… sì, il periodo non è male!».
mercoledì 22 dicembre 2010
RECE: Megamind (The Director's Cup)
La città di Metro City è troppo piccola per Metro Man e Megamind. Come lo Yin e lo Yangperpetua un bilanciamento continuo atto a promuovere lo sviluppo normale delle cose, lo stesso occorre tra l’eroe Metro Man e il malefico Megamind: l’eccesso del primo disturba il secondo e viceversa. Tuttavia l’ambiguità apparentemente infinita di questa dialettica cessa di colpo nel momento in cui il bluastro villain polarizza le energie filantropiche di Metro Man, neutralizzandolo. A questo punto l’architettura estrinseca della dualità e del perfetto equilibrio crolla sotto il peso diuna mente così scellerata. Tale è la situazione almeno finché sulla scena non appare colui che si arroga il titolo supremo di principio di ogni atrocità. Sarà l’origine di una possibile conversione di Megamind? Per paradosso sembrerebbe proprio di sì.
Dopo Cattivissimo Me, è giunto il momento di accogliere un nuovo criminale nella schiera deiprotagonisti dei cartoon, che – al pari dei vari Rapunzel-L’intreccio della torre, Animals United e Le avventure di Sammy – si presenta con un ammaliante look in 3D, edito dalla DreamWorks di Steven Spielberg. È proprio il caso di dire che in Megamind la major di Shrek rispecchia l’aritmica alternanza di oscillazioni presenti tra bene e male, una rotazione posta alla base di pressoché tutti i DC comics: a tal senso, basti vedere le dinamiche immanenti che vedono coinvolti negli scontri Batman da un lato e Joker dall’altro. D’altronde, lo stesso Christopher Nolan lo aveva già mostrato nella sua trasposizione per il grande schermo della graphic novel Il cavaliere oscuro.
Fin qui nulla di nuovo allora, se non fosse che il regista Tom McGrath (ha esordito nel 2005 con Madagascar) riesce a infondere quel classico “tocco in più” a un’opera non proprio originalissima, almeno sulla carta. Innumerevoli citazioni filmiche si trovano un po’ ovunque in Megamind, sebbene la migliore sia quella di Marlon Brando papà del supereroe di Krypton nel lungometraggio firmato da Richard Donner.
Ottima la colonna sonora in puro stile rock’n’roll al 100%, che spazia da hit come Welcome to the Jungle dei Guns‘n’Roses a Highway to hell degli AC/DC fino all’indiavolata song Bad to the Bone dei The Destroyers. Inoltre, nella versione originale la voce dei vari attanti è affidata ainterpreti dello spessore di Will Ferrell, Jonah Hill, David Cross, Brad Pitt, Tina Fey (nel ruolodella giornalista televisiva tutto pepe Roxanne Ritchi) e Ben Stiller, quest’ultimo anche produttoreesecutivo insieme a Guillermo Del Toro e Justin Theroux.
http://www.directorscup.it/2010/12/17/megamind-%E2%80%93-la-recensione/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+TheDirectorsCup+%28The+Director%27s+Cup%29&utm_content=Google+Reader
Dopo Cattivissimo Me, è giunto il momento di accogliere un nuovo criminale nella schiera deiprotagonisti dei cartoon, che – al pari dei vari Rapunzel-L’intreccio della torre, Animals United e Le avventure di Sammy – si presenta con un ammaliante look in 3D, edito dalla DreamWorks di Steven Spielberg. È proprio il caso di dire che in Megamind la major di Shrek rispecchia l’aritmica alternanza di oscillazioni presenti tra bene e male, una rotazione posta alla base di pressoché tutti i DC comics: a tal senso, basti vedere le dinamiche immanenti che vedono coinvolti negli scontri Batman da un lato e Joker dall’altro. D’altronde, lo stesso Christopher Nolan lo aveva già mostrato nella sua trasposizione per il grande schermo della graphic novel Il cavaliere oscuro.
Fin qui nulla di nuovo allora, se non fosse che il regista Tom McGrath (ha esordito nel 2005 con Madagascar) riesce a infondere quel classico “tocco in più” a un’opera non proprio originalissima, almeno sulla carta. Innumerevoli citazioni filmiche si trovano un po’ ovunque in Megamind, sebbene la migliore sia quella di Marlon Brando papà del supereroe di Krypton nel lungometraggio firmato da Richard Donner.
Ottima la colonna sonora in puro stile rock’n’roll al 100%, che spazia da hit come Welcome to the Jungle dei Guns‘n’Roses a Highway to hell degli AC/DC fino all’indiavolata song Bad to the Bone dei The Destroyers. Inoltre, nella versione originale la voce dei vari attanti è affidata ainterpreti dello spessore di Will Ferrell, Jonah Hill, David Cross, Brad Pitt, Tina Fey (nel ruolodella giornalista televisiva tutto pepe Roxanne Ritchi) e Ben Stiller, quest’ultimo anche produttoreesecutivo insieme a Guillermo Del Toro e Justin Theroux.
http://www.directorscup.it/2010/12/17/megamind-%E2%80%93-la-recensione/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+TheDirectorsCup+%28The+Director%27s+Cup%29&utm_content=Google+Reader
martedì 21 dicembre 2010
Will in tv: 'Elf' e 'Zoolander'
ZOOLANDER
Sabato, 25 dicembre 2010 su STUDIO UNIVERSAL alle ore 0.55
Domenica, 26 dicembre 2010 su RAI4 alle ore 17.20
ELF
Lunedì, 27 dicembre 2010 su SKY CINEMA FAMILY alle ore 22.35
Martedì, 28 dicembre 2010 su SKY CINEMA FAMILY alle ore 14.45
Sabato, 25 dicembre 2010 su STUDIO UNIVERSAL alle ore 0.55
Domenica, 26 dicembre 2010 su RAI4 alle ore 17.20
ELF
Lunedì, 27 dicembre 2010 su SKY CINEMA FAMILY alle ore 22.35
Martedì, 28 dicembre 2010 su SKY CINEMA FAMILY alle ore 14.45
lunedì 20 dicembre 2010
Will in tv: 'Elf' e 'Zoolander'
ELF
Mercoledì, 22 dicembre 2010, su SKY CINEMA FAMILY, alle ore 17.30.
ZOOLANDER
Mercoledì, 22 dicembre 2010, su RAI4, alle ore 21.10.
Mercoledì, 22 dicembre 2010, su SKY CINEMA FAMILY, alle ore 17.30.
ZOOLANDER
Mercoledì, 22 dicembre 2010, su RAI4, alle ore 21.10.
domenica 19 dicembre 2010
RECE: Megamind (NonSoloCinema)
Tra bene e male
di Giorgio Lazzari
Pubblicato giovedì 16 dicembre 2010 - NSC anno VII n. 6
Il nuovo film d’animazione prodotto dalla DreamWorks e diretto da Tom McGrath, conosciuto dal grande pubblico come il regista e sceneggiatore dei due Madagascar, è una sorta di parodia, non priva di elementi di riflessione, del genere dei supereroi, questi ultimi assoluti protagonisti del cinema di intrattenimento negli ultimi dieci anni.
Megamind è il personaggio più cattivo, malvagio e perfido che esiste a Metro City. Suo più grande sogno, coltivato fin da piccolo, è quello di contrastare e soggiogare Metroman, l’antagonista che rappresenta il vero ostacolo per la conquista definitiva della città. Quando Metroman esce di scena a causa di un banale incidente Megamind, divenuto a questo punto l’unico dominus, cade vittima di una crisi di identità: che senso ha essere il “più cattivo” quando non esiste una propria antitesi con la quale confrontarsi e fronteggiarsi? Decide quindi di dar vita a Titan, il nuovo antagonista, dotato di nuovi poteri.
Megamind però non ha fatto appieno i conti con la sua nuova creatura, di fatto incontrollabile e bramosa di potere, tanto che nel suo intimo aleggia l’idea di divenire egli stesso un paladino del bene per arginare i disegni distruttivi di dominio assoluti di Titan.
Muovendosi in un percorso da principio consolidato e schematico, Megamind nel corso del film muta d’aspetto diventando per così dire “adulto”. Da pellicola di mero svago per bambini, basata principalmente sul beffeggiare usi e costumi dei supereroi cinematografici odierni, a film che vuole essere un’analisi sul rapporto tra male e bene, sulla capacità di assumersi le proprie responsabilità e sulla necessità e opportunità di affrancarsi dal destino che la propria condizione umana e sociale vorrebbe che seguissimo.
In quest’ottica la pellicola di Tom McGrath più che rappresentare una parodia a tutto campo del genere offre un contributo interessante allo stesso filone cinematografico, pur rimanendo sempre in un’ottica scanzonata ed evitando nel contempo intellettualismi che sarebbero risultati superflui oltreché tediosi per chi è in cerca di mero intrattenimento.
http://www.nonsolocinema.com/Megamind-di-Tom-McGrath_21806.html
di Giorgio Lazzari
Pubblicato giovedì 16 dicembre 2010 - NSC anno VII n. 6
Il nuovo film d’animazione prodotto dalla DreamWorks e diretto da Tom McGrath, conosciuto dal grande pubblico come il regista e sceneggiatore dei due Madagascar, è una sorta di parodia, non priva di elementi di riflessione, del genere dei supereroi, questi ultimi assoluti protagonisti del cinema di intrattenimento negli ultimi dieci anni.
Megamind è il personaggio più cattivo, malvagio e perfido che esiste a Metro City. Suo più grande sogno, coltivato fin da piccolo, è quello di contrastare e soggiogare Metroman, l’antagonista che rappresenta il vero ostacolo per la conquista definitiva della città. Quando Metroman esce di scena a causa di un banale incidente Megamind, divenuto a questo punto l’unico dominus, cade vittima di una crisi di identità: che senso ha essere il “più cattivo” quando non esiste una propria antitesi con la quale confrontarsi e fronteggiarsi? Decide quindi di dar vita a Titan, il nuovo antagonista, dotato di nuovi poteri.
Megamind però non ha fatto appieno i conti con la sua nuova creatura, di fatto incontrollabile e bramosa di potere, tanto che nel suo intimo aleggia l’idea di divenire egli stesso un paladino del bene per arginare i disegni distruttivi di dominio assoluti di Titan.
Muovendosi in un percorso da principio consolidato e schematico, Megamind nel corso del film muta d’aspetto diventando per così dire “adulto”. Da pellicola di mero svago per bambini, basata principalmente sul beffeggiare usi e costumi dei supereroi cinematografici odierni, a film che vuole essere un’analisi sul rapporto tra male e bene, sulla capacità di assumersi le proprie responsabilità e sulla necessità e opportunità di affrancarsi dal destino che la propria condizione umana e sociale vorrebbe che seguissimo.
In quest’ottica la pellicola di Tom McGrath più che rappresentare una parodia a tutto campo del genere offre un contributo interessante allo stesso filone cinematografico, pur rimanendo sempre in un’ottica scanzonata ed evitando nel contempo intellettualismi che sarebbero risultati superflui oltreché tediosi per chi è in cerca di mero intrattenimento.
http://www.nonsolocinema.com/Megamind-di-Tom-McGrath_21806.html
sabato 18 dicembre 2010
Will in tv: 'Elf'
Martedì, 21 dicembre 2010 su SKY CINEMA FAMILY alle ore 21.00.
venerdì 17 dicembre 2010
RECE: Megamind (Cinezapping)
Oggi non è stato un martedì qualunque a Roma. Gli scontri hanno creato apprensione e magari la preoccupazione non rendeva l’animo leggero per recarsi al cinema a vedere “Megamind“, il nuovissimo lavoro della DreamWorks, che mette insieme un cast molto ben congeniato per realizzare l’ormai non insolito cartoon per non più giovani, tutto sotto la supervisione del geniale Tom McGrath (già consacrato dalla serie “Madagascar“) e la recitazione di Will Ferrell, Brad Pitt e Tina Fey, insomma gente che, quando al mattino va a controllare la cassetta della posta, si aspetta di trovare la nomination all’ Academy Award o al Golden Globe, piuttosto che la bolletta della luce!
La trama del film è molto semplice quanto sorprendente, l’unica cosa adatta ai bambini, giusto per non far loro perdere il segno. L’ incipit del film è un pretesto perfetto per inserirvi la narrazione, per poi far scordare allo spettatore che la pellicola è un racconto, se non per l’ inizio, dove il nostro Megamind (Will Ferrell nella versione originale, Roberto Pedicini in Italia) racconta la sua storia, molto ma molto strana. Ancora una volta il tema della fortuna la fa da padrone in sala, infatti il neonato cattivone viene spedito sulla Terra dai suoi genitori, abitanti di un pianeta che sta per essere inghiottito da un buco nero. Stessa sorte tocca al suo antagonista temporaneo, il supereroe di tutti i fumetti, l’ ennesima versione di Superman, Metro Man (Brad Pitt, mentre a noi tocca “accontentarci” di Adriano Giannini).
Le loro navicelle in rotta d’ atterraggio sul pianeta verde e blu si sfiorano a pochi metri dal suolo di Metro City creando una carambola che permette all’infante Metro Man di scaraventarsi in una famiglia ricca ed agiata, dove apprenderà una buona educazione che lo porterà ad utilizzare i suoi poteri alieni al servizio del bene, mentre il piccolo Megamind atterra nel cortile di una prigione per talenti criminali, i cui detenuti ottengono il permesso di adottarlo. In questo caso mi sembra superfluo dire che l’ educazione ricevuta dal nostro cattivissimo sia l’ antitesi di quanto inculcato dalla Signorina Rottermaier ad Heidi!
Ed è qui, nell’ infanzia prima, nell’ adolescenza poi, fino ad arrivare all’ età adulta che la sfida tra i due alieni diviene l’ incarnazione della solita dicotomia: Bene VS. Male. Ma c’ è dell’ inaspettato, il trionfo stavolta è del male. Infatti durante un fantastico combattimento a metà tra Dragon Ball ed i Transformers, la mente di Megamind trionfa contro i muscoli di Metro Man, che nel tentativo di salvare il solito ostaggio, la sexy- giornalista Roxanne Ritchie, (una donna tutto pepe capace di tirarsi fuori dai guai con la sua lingua arguta e molto fascinosa; una specie di Jessica Rabbit della porta accanto, nella versione originale Tina Fey, in italiano Stella Musy), viene battuto.
A Metro City inizia un’ era buia, dove Megamind ed il suo fedele compagno Minion (David Cross, Nanni Baldini) spadroneggiano dall’ ufficio del Sindaco nel quale depositano merce saccheggiata tra cui: l’ Arca dell’ Alleanza, la Monna Lisa, i Gioielli della Corona, un Van Gogh, una Ferrari appesa al muro in verticale, una Vespa Gialla, la Coppa del Mondo, vasi Ming ed una copia originale della Costituzione Americana!
Di tutto ciò, però, presto o tardi ci si stanca e non c’ è protagonismo senza un degno antagonista. Megamind e Minion finiranno così a crearsi l’ antagonista per poter ancora continuare a sprizzare cattiveria da tutti i pori, così come ormai sono ben abituati a fare. Ma si sa, nella vita è sempre possibile inzuccherarsi il carattere e la ricetta giusta per riuscirci e mescolare la cattiveria con una bella dose di amore, ma ovviamente questa parte è meglio riservarla al mistero, seppur si tratti di quella che è quasi l’ architrave di tutta la storia.
La pellicola è dunque molto interessante, anche per coloro i quali non prediligono i cartoon. In genesi doveva trattarsi di un live-action, in seguito sostituito dall’ animazione, ed infatti questo dettaglio balza molto bene in vista oltre che per la somiglianza dei personaggi agli attori o comunque alle proprie espressioni vocali, anche per la trama molto “commediosa”, quasi parodica. Ed è bene credere che sia stata prediletta questa tipologia proprio per non banalizzarne i contenuti, utilizzando l’ espressività dei disegni per esaltare le gag oltre che per non mandare in sala il solito copione di sfavillanti effetti speciali che non accattiverebbero più come un tempo lo spettatore.
Altra fantastica scelta è la colonna sonora che accompagna l’azione con tracce come “Highway to Hell” e “Back in Black” degli AC/DC o “Welcome to the Jungle” dei Guns n’ Roses, perfettamente congeniate coi costumi di Megamind. Degna di nota anche l’ ennesima citazione del Padrino, che come non mai riesce a strappar risate, anche dai più piccoli che probabilmente ancora non lo conoscono.
Questo Natale, insomma, è decisamente consigliabile versare la nostra pecunia per questo spettacolo, lasciando perdere il solito cinepanettone.
Voto? 8/10, solo perché pochi mesi fa il ruolo del cattivo ribaltato è stato già lanciato in “Cattivissimo Me”!
http://www.cinezapping.com/2010/12/15/megamind-recensione-in-anteprima/
La trama del film è molto semplice quanto sorprendente, l’unica cosa adatta ai bambini, giusto per non far loro perdere il segno. L’ incipit del film è un pretesto perfetto per inserirvi la narrazione, per poi far scordare allo spettatore che la pellicola è un racconto, se non per l’ inizio, dove il nostro Megamind (Will Ferrell nella versione originale, Roberto Pedicini in Italia) racconta la sua storia, molto ma molto strana. Ancora una volta il tema della fortuna la fa da padrone in sala, infatti il neonato cattivone viene spedito sulla Terra dai suoi genitori, abitanti di un pianeta che sta per essere inghiottito da un buco nero. Stessa sorte tocca al suo antagonista temporaneo, il supereroe di tutti i fumetti, l’ ennesima versione di Superman, Metro Man (Brad Pitt, mentre a noi tocca “accontentarci” di Adriano Giannini).
Le loro navicelle in rotta d’ atterraggio sul pianeta verde e blu si sfiorano a pochi metri dal suolo di Metro City creando una carambola che permette all’infante Metro Man di scaraventarsi in una famiglia ricca ed agiata, dove apprenderà una buona educazione che lo porterà ad utilizzare i suoi poteri alieni al servizio del bene, mentre il piccolo Megamind atterra nel cortile di una prigione per talenti criminali, i cui detenuti ottengono il permesso di adottarlo. In questo caso mi sembra superfluo dire che l’ educazione ricevuta dal nostro cattivissimo sia l’ antitesi di quanto inculcato dalla Signorina Rottermaier ad Heidi!
Ed è qui, nell’ infanzia prima, nell’ adolescenza poi, fino ad arrivare all’ età adulta che la sfida tra i due alieni diviene l’ incarnazione della solita dicotomia: Bene VS. Male. Ma c’ è dell’ inaspettato, il trionfo stavolta è del male. Infatti durante un fantastico combattimento a metà tra Dragon Ball ed i Transformers, la mente di Megamind trionfa contro i muscoli di Metro Man, che nel tentativo di salvare il solito ostaggio, la sexy- giornalista Roxanne Ritchie, (una donna tutto pepe capace di tirarsi fuori dai guai con la sua lingua arguta e molto fascinosa; una specie di Jessica Rabbit della porta accanto, nella versione originale Tina Fey, in italiano Stella Musy), viene battuto.
A Metro City inizia un’ era buia, dove Megamind ed il suo fedele compagno Minion (David Cross, Nanni Baldini) spadroneggiano dall’ ufficio del Sindaco nel quale depositano merce saccheggiata tra cui: l’ Arca dell’ Alleanza, la Monna Lisa, i Gioielli della Corona, un Van Gogh, una Ferrari appesa al muro in verticale, una Vespa Gialla, la Coppa del Mondo, vasi Ming ed una copia originale della Costituzione Americana!
Di tutto ciò, però, presto o tardi ci si stanca e non c’ è protagonismo senza un degno antagonista. Megamind e Minion finiranno così a crearsi l’ antagonista per poter ancora continuare a sprizzare cattiveria da tutti i pori, così come ormai sono ben abituati a fare. Ma si sa, nella vita è sempre possibile inzuccherarsi il carattere e la ricetta giusta per riuscirci e mescolare la cattiveria con una bella dose di amore, ma ovviamente questa parte è meglio riservarla al mistero, seppur si tratti di quella che è quasi l’ architrave di tutta la storia.
La pellicola è dunque molto interessante, anche per coloro i quali non prediligono i cartoon. In genesi doveva trattarsi di un live-action, in seguito sostituito dall’ animazione, ed infatti questo dettaglio balza molto bene in vista oltre che per la somiglianza dei personaggi agli attori o comunque alle proprie espressioni vocali, anche per la trama molto “commediosa”, quasi parodica. Ed è bene credere che sia stata prediletta questa tipologia proprio per non banalizzarne i contenuti, utilizzando l’ espressività dei disegni per esaltare le gag oltre che per non mandare in sala il solito copione di sfavillanti effetti speciali che non accattiverebbero più come un tempo lo spettatore.
Altra fantastica scelta è la colonna sonora che accompagna l’azione con tracce come “Highway to Hell” e “Back in Black” degli AC/DC o “Welcome to the Jungle” dei Guns n’ Roses, perfettamente congeniate coi costumi di Megamind. Degna di nota anche l’ ennesima citazione del Padrino, che come non mai riesce a strappar risate, anche dai più piccoli che probabilmente ancora non lo conoscono.
Questo Natale, insomma, è decisamente consigliabile versare la nostra pecunia per questo spettacolo, lasciando perdere il solito cinepanettone.
Voto? 8/10, solo perché pochi mesi fa il ruolo del cattivo ribaltato è stato già lanciato in “Cattivissimo Me”!
http://www.cinezapping.com/2010/12/15/megamind-recensione-in-anteprima/
giovedì 16 dicembre 2010
"Potente io? Non fatemi ridere"
Will Ferrell, uno degli attori comici più pagati di Hollywood (si parla di nove milioni di dollari a film), ha la faccia malinconica, una voce monocorde, ma un sorriso gentile. Per via della sua altezza (sfiora i due metri), quando si muove, sembra sempre un po’ goffo e a disagio. A vederlo, in maniche di camicia, nella suite del Soho Hotel di Londra, tranquillamente seduto con una tazza di tè in mano, non sembrerebbe un’icona della risata made in Usa, l’irresistibile imitatore di George W. Bush del Saturday Night Live, ma nemmeno Jacobim Mugatu, il cattivissimo stilista di Zoolander con Ben Stiller, o il marito svampito di Nicole Kidman in Vita da strega, tanto per citare alcuni dei suoi ruoli più famosi. Nei prossimi giorni, Ferrell arriva al cinema come voce del cattivo di Megamind, il nuovo cartoon della Dreamworks che vede nel cast anche Brad Pitt e Tina Fey. Intanto, il suo ultimo film, I poliziotti di riserva, diretto da Adam McKay, su una coppia di sbirri molto mal assortiti (protagonisti anche Mark Wahlberg ed Eva Mendes), negli Usa ha scalzato Di Caprio e il suo Inception. Prossimo obiettivo? Cambiare completamente registro e diventare “drammatico” in Everything must go, in uscita l’anno prossimo, dove sarà un alcolista che perde il lavoro, la moglie, vende tutti i suoi beni e si trasferisce sul marciapiede davanti casa. Nella vita, Ferrell è sposato da dieci anni con l’attrice svedese Viveca Paulin ed è padre di tre bambini: Magnus, 6 anni, Mattias, 4, e Axel, 10 mesi. «Il mio più grande successo», ha ripetuto più volte durante il nostro incontro, «resta la famiglia. Perché non importa quali difficoltà o problemi tu stia attraversando sul lavoro. Appena arrivi a casa, tutto passa in secondo piano».
Si considera, dunque, un uomo fortunato?
«Estremamente. Il successo, per un attore, è spesso una questione di... centimetri. Voglio dire che basta pochissimo per andare fuori strada. La mia vita, invece, è stata molto facile, come se seguisse un copione già scritto».
Come si descriverebbe?
«Sono un attore comico, ma non da cabaret. Ho provato ad andare su un palcoscenico a raccontare barzellette e fare battute. Sa che cosa ho scoperto? Che non ero affatto divertente! Quello di cui mi sono innamorato, quando ho iniziato questo lavoro, è stata la recitazione. Interpretare personaggi diversi. E improvvisare».
E ora, invece, che cosa l’attira del suo mestiere?
«Recitare mi dà l’opportunità di diventare un altro ed esprimere parti di me che altrimenti rimarrebbero nell’ombra. Sono timido e prima di iniziare a fare l’attore, nessuno si immaginava che potessi essere divertente. Era il mio “lato oscuro”. Ora, quando entro in un personaggio, se posso, cerco di attingere alle esperienze passate. Il mio è un lavoro che permette continuamente di giocare, anche da adulti».
Che tipo è Will Ferrell nel privato?
«Non sono un ossessivo, ma mi piace che le cose abbiano un certo ordine. Non mi preoccupo se gli altri sono in ritardo, ma odio esserlo…».
È vero che è ormai così potente, soprattutto al box office, da avere carta bianca sulla scelta degli altri membri del cast?
«Non esageriamo (scoppia a ridere, ndr), vengo consultato, ma solo perché si tratta di una normale dinamica tra attori, registi e produttori».
Però, se non sbaglio, in “I poliziotti di riserva” è stato lei a volere a tutti i costi Mark Wahlberg ed Eva Mendes.
«È stata una scelta mia e del regista. Per anni io a Adam abbiamo discusso l’ipotesi di avere Wahlberg in una commedia. Che fosse un grande attore, non era una novità. Noi, però, sapevamo che era anche estremamente divertente. Eva, invece… è così sexy. Ovviamente, a conquistarci è stato il suo senso dell’umorismo».
Ha già girato quattro film con Adam McKay. Gli altri sono stati “Fratellastri a 40 anni”, “Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy” e “Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno”. Che cosa rende così speciale il vostro rapporto?
«Un feeling che risale a 15 anni fa, durante le riprese di Saturday Night Live. Ci siamo visti e ci siamo piaciuti. A renderci colleghi affiatati e inseparabili è la passione per lo stesso tipo di battute».
Qual è il suo metodo di lavoro?
«Normalmente giro prima la scena, esattamente come è stata scritta nel copione. E poi inizio ad ampliarla, improvvisando».
Le pesa l’idea di dover sempre essere divertente?
«Ovviamente ci sono momenti in cui non ho nessuna voglia di fare battute, ma se capisco che chi ho davanti se lo aspetta, non mi sento offeso o disturbato. È una naturale conseguenza del mio lavoro. Se anche non sono in vena, mi adeguo e ci provo».
I suoi comici preferiti?
«Uno: Sacha Baron Cohen. I casi sono due: o un genio o uno stupido totale. Come lo sono tutti i grandi (questa ultima notazione l’aggiunge subito, forse temendo che quello “stupido” venga male interpretato, ndr). Quando ho visto Borat, ho provato una fitta di gelosia. Mi sono detto: “Perché un’idea così non è venuta a me?”».
Quali sono i modelli a cui si ispira?
«Adoro Woody Allen, i Monty Python, Steve Martin, Peter Sellers. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa».
E a lei che cosa fa ridere?
«Domanda difficile. Lo sa che mi capita davvero di rado?».
http://www.graziamagazine.it/people/hollywood/hainsley-brown-potente-io-non-fatemi-ridere
Si considera, dunque, un uomo fortunato?
«Estremamente. Il successo, per un attore, è spesso una questione di... centimetri. Voglio dire che basta pochissimo per andare fuori strada. La mia vita, invece, è stata molto facile, come se seguisse un copione già scritto».
Come si descriverebbe?
«Sono un attore comico, ma non da cabaret. Ho provato ad andare su un palcoscenico a raccontare barzellette e fare battute. Sa che cosa ho scoperto? Che non ero affatto divertente! Quello di cui mi sono innamorato, quando ho iniziato questo lavoro, è stata la recitazione. Interpretare personaggi diversi. E improvvisare».
E ora, invece, che cosa l’attira del suo mestiere?
«Recitare mi dà l’opportunità di diventare un altro ed esprimere parti di me che altrimenti rimarrebbero nell’ombra. Sono timido e prima di iniziare a fare l’attore, nessuno si immaginava che potessi essere divertente. Era il mio “lato oscuro”. Ora, quando entro in un personaggio, se posso, cerco di attingere alle esperienze passate. Il mio è un lavoro che permette continuamente di giocare, anche da adulti».
Che tipo è Will Ferrell nel privato?
«Non sono un ossessivo, ma mi piace che le cose abbiano un certo ordine. Non mi preoccupo se gli altri sono in ritardo, ma odio esserlo…».
È vero che è ormai così potente, soprattutto al box office, da avere carta bianca sulla scelta degli altri membri del cast?
«Non esageriamo (scoppia a ridere, ndr), vengo consultato, ma solo perché si tratta di una normale dinamica tra attori, registi e produttori».
Però, se non sbaglio, in “I poliziotti di riserva” è stato lei a volere a tutti i costi Mark Wahlberg ed Eva Mendes.
«È stata una scelta mia e del regista. Per anni io a Adam abbiamo discusso l’ipotesi di avere Wahlberg in una commedia. Che fosse un grande attore, non era una novità. Noi, però, sapevamo che era anche estremamente divertente. Eva, invece… è così sexy. Ovviamente, a conquistarci è stato il suo senso dell’umorismo».
Ha già girato quattro film con Adam McKay. Gli altri sono stati “Fratellastri a 40 anni”, “Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy” e “Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno”. Che cosa rende così speciale il vostro rapporto?
«Un feeling che risale a 15 anni fa, durante le riprese di Saturday Night Live. Ci siamo visti e ci siamo piaciuti. A renderci colleghi affiatati e inseparabili è la passione per lo stesso tipo di battute».
Qual è il suo metodo di lavoro?
«Normalmente giro prima la scena, esattamente come è stata scritta nel copione. E poi inizio ad ampliarla, improvvisando».
Le pesa l’idea di dover sempre essere divertente?
«Ovviamente ci sono momenti in cui non ho nessuna voglia di fare battute, ma se capisco che chi ho davanti se lo aspetta, non mi sento offeso o disturbato. È una naturale conseguenza del mio lavoro. Se anche non sono in vena, mi adeguo e ci provo».
I suoi comici preferiti?
«Uno: Sacha Baron Cohen. I casi sono due: o un genio o uno stupido totale. Come lo sono tutti i grandi (questa ultima notazione l’aggiunge subito, forse temendo che quello “stupido” venga male interpretato, ndr). Quando ho visto Borat, ho provato una fitta di gelosia. Mi sono detto: “Perché un’idea così non è venuta a me?”».
Quali sono i modelli a cui si ispira?
«Adoro Woody Allen, i Monty Python, Steve Martin, Peter Sellers. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa».
E a lei che cosa fa ridere?
«Domanda difficile. Lo sa che mi capita davvero di rado?».
http://www.graziamagazine.it/people/hollywood/hainsley-brown-potente-io-non-fatemi-ridere
Will Ferrell ci racconta il doppiaggio di Megamind
http://www.movieplayer.it/articoli/07626/will-ferrell-ci-racconta-il-doppiaggio-di-megamind/
La nostra divertente intervista all'attore, che racconta l'esperienza con il doppiaggio di Megamind: dalla collaborazione con Tina Fey, al 'tuffo' nell'interpretazione del supervillain della Dreamworks.
L'America conosce Will Ferrell da più di un decennio grazie al Saturday Night Live, lo show che da sempre è fucina di talenti comici per il grande schermo. Non per nulla anche lui fa parte del Frat Pack (Ben Stiller, Luke Wilson e Owen Wilson, Vince Vaughn e anche Steve Carell e Jack Black) il gruppo che ha segnato la produzione comico/demenziale nel primo decennio del nuovo secolo.
Will Ferrell è anche noto per le sue parodie a tema sportivo e per esser stato l'attore più pagato nella storia dello show americano, con ben 350.000 dollari a puntata.
Va detto tuttavia che anche se negli ultimi anni i suoi risultati al botteghino non sono stati così brillanti come in passato - tanto che Forbes l'ha inserito nella lista dei meno "bankable" al terzo posto - e in Europa non è tra le star più popolari d'oltreoceano, Ferrell può contare su uno stuolo di irriducibili fan.
Incontrandolo dal vivo, per parlare con lui del suo ruolo di doppiator in Megamind, si ha l'impressione di un uomo con i piedi ben piantati per terra e con un'intelligenza particolarmente vivace, a dispetto degli strampalati personaggi che normalmente interpreta.
Anche se di solito interpreti personaggi positivi, questo non è il tuo primo cattivo, avevi già impersonato Mugatu in Zoolander...
Esatto! Di solito non mi danno queste parti ma è piuttosto divertente. I villain alla fine sono i personaggi migliori, più divertenti, con più spessore e poi, come avete potuto notare, hanno i costumi migliori!
Questo ruolo infatti non è il tuo solito personaggio alla Will Ferrell, il fuori di testa eccessivo e sopra le righe. Può essere considerato un nuovo punto di partenza della tua carriera?
Sì, forse non è il solito personaggio un po' sul ciglio del burrone, ma a me non piace scegliere i progetti in base a quello che ci si aspetta, voglio cose che mi piacciono. E mi piace fare cose diverse.
Com'è andata con Brad Pitt?Metro Man, avversario del protagonista nel film Megamind
E chi l'ha visto? Abbiamo registrato le voci separatamente. L'unica con cui ho lavorato un po' è Tina Fey che tra l'altro ha un background comico più ampio, tra tutti i membri del cast vocale. Magari lei ha sofferto un po'... sapete la mia presenza fisica può intimidire! Guardatemi, sono così bello, così volitivo! E' difficile concentrarsi accanto a me, così vicino alla "fiamma"!
Avete improvvisato molto o il regista aveva le idee chiare sul personaggio
C'è stata improvvisazione, ma sempre all'interno di certi confini ben delimitati. Non ci si può gettare nell'oceano e sperare di toccare terra, occorre quanto meno una rotta altrimenti si rischia di andare alla annegare. Il segreto è avere abbastanza libertà, e al tempo stesso contare su una guida, perché non è che si può provare tutto quello che ti passa per la testa.
Quindi non sei annegato...
Diciamo che mi sono bagnato!
Com'è andata con Tina Fey?
Eravamo amanti. Ah, ma già lo sapevate! No scherzo, è stato divertente perché ci hanno assunti lo stesso giorno. Lei è fantastica tra l'altro scrive benissimo e spazia tranquillamente dal comico alla commedia o al drammatico.
Qual è stato l'ostacolo più grande?
Devi continuamente ascoltare ciò che hai registrato, visto che ti concentri sulla tua voce e perdi naturalezza. In realtà tutto scorre al meglio quando ti scordi cosa stai facendo e ti estranei da tutto.
Possiamo dire che hai fatto questo film per i tuoi figli?
No, sono tutti sotto i sette anni, piuttosto piccoli. Solo adesso, forse, stanno iniziando a capire che tipo di lavoro faccio. Ho cercato di spiegargli che sono nel mondo del cinema, ad esempio giro nudo per casa urlando come in Old School in modo che gli sia ben chiaro tutto.
Però hai girato Landlord, un video sketch per il tuo sito di candid camera nel quale il tuo "avversario" è un bambino...
Sì, è vero, è stato divertente. Il bambino è incredibile, riesce a fare delle espressioni pazzesche.
In tema di cose inattese ho visto che hai girato un nuovo film: Casa de mi padre. Di cosa si tratta?
Un progetto abbastanza surreale: è tutto in spagnolo, con attori latini, e io non parlo spagnolo! Praticamente ho imparato la fonetica a memoria, un po' come cantare in una lingua che non conosci. Improvvisazione zero qui!
Ci saranno i sottotioli per fortuna. Sarà un vero disastro...
Se dovesse arrivare un sequel lo faresti?Roxanne Ritchi insieme al protagonista del film Megamind
Perché no. Non ho mai fatto sequel dei miei film perché gli studios non me l'hanno permesso, non perché sia contrario. Sto sempre lì a chiedermi come mai i vari Ocean's continuano a sfornare numeri e Anchorman no.
E' evidente la ragione... non te ne rendi conto?
No, qual è?
Non sei nella Top 5 dei personaggi più sexy per People Magazine! Quelli di Ocean invece sì.
Ma dai... non ci avevo pensato, sono stato uno stupido. Ora mi ci faccio mettere subito così mi garantisco i miei sequel.
Se potessi scegliere, con chi vorresti lavorare?
Bill Murray è in cima alla mia lista. Lo considero un grande comico e un attore fantastico.
Il tuo personaggio ad un certo punto non è soddisfatto di dove si trova e non ha più stimoli, ti è mai successo?
No, sono abbastanza soddisfatto della mia carriera. Si procede per gradi, prima il Saturday Night dove prima mi scritturarono per nove puntate e poi rinnovarono il contratto, poi il cinema con piccoli ruoli comici, poi ruoli da protagonista e infine anche cose di genere diverso. Credo che bisogna sempre procedere per gradi e aspettare il prossimo passo.
Che ne pensi di questo fenomeno del 3D che prende sempre più piede?
E' impressionante sotto il profilo estetico e credo che sempre più film usciranno in questa forma.
La nostra divertente intervista all'attore, che racconta l'esperienza con il doppiaggio di Megamind: dalla collaborazione con Tina Fey, al 'tuffo' nell'interpretazione del supervillain della Dreamworks.
L'America conosce Will Ferrell da più di un decennio grazie al Saturday Night Live, lo show che da sempre è fucina di talenti comici per il grande schermo. Non per nulla anche lui fa parte del Frat Pack (Ben Stiller, Luke Wilson e Owen Wilson, Vince Vaughn e anche Steve Carell e Jack Black) il gruppo che ha segnato la produzione comico/demenziale nel primo decennio del nuovo secolo.
Will Ferrell è anche noto per le sue parodie a tema sportivo e per esser stato l'attore più pagato nella storia dello show americano, con ben 350.000 dollari a puntata.
Va detto tuttavia che anche se negli ultimi anni i suoi risultati al botteghino non sono stati così brillanti come in passato - tanto che Forbes l'ha inserito nella lista dei meno "bankable" al terzo posto - e in Europa non è tra le star più popolari d'oltreoceano, Ferrell può contare su uno stuolo di irriducibili fan.
Incontrandolo dal vivo, per parlare con lui del suo ruolo di doppiator in Megamind, si ha l'impressione di un uomo con i piedi ben piantati per terra e con un'intelligenza particolarmente vivace, a dispetto degli strampalati personaggi che normalmente interpreta.
Anche se di solito interpreti personaggi positivi, questo non è il tuo primo cattivo, avevi già impersonato Mugatu in Zoolander...
Esatto! Di solito non mi danno queste parti ma è piuttosto divertente. I villain alla fine sono i personaggi migliori, più divertenti, con più spessore e poi, come avete potuto notare, hanno i costumi migliori!
Questo ruolo infatti non è il tuo solito personaggio alla Will Ferrell, il fuori di testa eccessivo e sopra le righe. Può essere considerato un nuovo punto di partenza della tua carriera?
Sì, forse non è il solito personaggio un po' sul ciglio del burrone, ma a me non piace scegliere i progetti in base a quello che ci si aspetta, voglio cose che mi piacciono. E mi piace fare cose diverse.
Com'è andata con Brad Pitt?Metro Man, avversario del protagonista nel film Megamind
E chi l'ha visto? Abbiamo registrato le voci separatamente. L'unica con cui ho lavorato un po' è Tina Fey che tra l'altro ha un background comico più ampio, tra tutti i membri del cast vocale. Magari lei ha sofferto un po'... sapete la mia presenza fisica può intimidire! Guardatemi, sono così bello, così volitivo! E' difficile concentrarsi accanto a me, così vicino alla "fiamma"!
Avete improvvisato molto o il regista aveva le idee chiare sul personaggio
C'è stata improvvisazione, ma sempre all'interno di certi confini ben delimitati. Non ci si può gettare nell'oceano e sperare di toccare terra, occorre quanto meno una rotta altrimenti si rischia di andare alla annegare. Il segreto è avere abbastanza libertà, e al tempo stesso contare su una guida, perché non è che si può provare tutto quello che ti passa per la testa.
Quindi non sei annegato...
Diciamo che mi sono bagnato!
Com'è andata con Tina Fey?
Eravamo amanti. Ah, ma già lo sapevate! No scherzo, è stato divertente perché ci hanno assunti lo stesso giorno. Lei è fantastica tra l'altro scrive benissimo e spazia tranquillamente dal comico alla commedia o al drammatico.
Qual è stato l'ostacolo più grande?
Devi continuamente ascoltare ciò che hai registrato, visto che ti concentri sulla tua voce e perdi naturalezza. In realtà tutto scorre al meglio quando ti scordi cosa stai facendo e ti estranei da tutto.
Possiamo dire che hai fatto questo film per i tuoi figli?
No, sono tutti sotto i sette anni, piuttosto piccoli. Solo adesso, forse, stanno iniziando a capire che tipo di lavoro faccio. Ho cercato di spiegargli che sono nel mondo del cinema, ad esempio giro nudo per casa urlando come in Old School in modo che gli sia ben chiaro tutto.
Però hai girato Landlord, un video sketch per il tuo sito di candid camera nel quale il tuo "avversario" è un bambino...
Sì, è vero, è stato divertente. Il bambino è incredibile, riesce a fare delle espressioni pazzesche.
In tema di cose inattese ho visto che hai girato un nuovo film: Casa de mi padre. Di cosa si tratta?
Un progetto abbastanza surreale: è tutto in spagnolo, con attori latini, e io non parlo spagnolo! Praticamente ho imparato la fonetica a memoria, un po' come cantare in una lingua che non conosci. Improvvisazione zero qui!
Ci saranno i sottotioli per fortuna. Sarà un vero disastro...
Se dovesse arrivare un sequel lo faresti?Roxanne Ritchi insieme al protagonista del film Megamind
Perché no. Non ho mai fatto sequel dei miei film perché gli studios non me l'hanno permesso, non perché sia contrario. Sto sempre lì a chiedermi come mai i vari Ocean's continuano a sfornare numeri e Anchorman no.
E' evidente la ragione... non te ne rendi conto?
No, qual è?
Non sei nella Top 5 dei personaggi più sexy per People Magazine! Quelli di Ocean invece sì.
Ma dai... non ci avevo pensato, sono stato uno stupido. Ora mi ci faccio mettere subito così mi garantisco i miei sequel.
Se potessi scegliere, con chi vorresti lavorare?
Bill Murray è in cima alla mia lista. Lo considero un grande comico e un attore fantastico.
Il tuo personaggio ad un certo punto non è soddisfatto di dove si trova e non ha più stimoli, ti è mai successo?
No, sono abbastanza soddisfatto della mia carriera. Si procede per gradi, prima il Saturday Night dove prima mi scritturarono per nove puntate e poi rinnovarono il contratto, poi il cinema con piccoli ruoli comici, poi ruoli da protagonista e infine anche cose di genere diverso. Credo che bisogna sempre procedere per gradi e aspettare il prossimo passo.
Che ne pensi di questo fenomeno del 3D che prende sempre più piede?
E' impressionante sotto il profilo estetico e credo che sempre più film usciranno in questa forma.
mercoledì 15 dicembre 2010
Svelati i segreti di Megamind
Il regista Tom McGrath e l’attore Will Ferrell ci raccontano l’esperienza sul set del nuovo film Dreamworks Animation a cui hanno lavorato anche Brad Pitt e Tina Fey
Tom McGrath entra con un bel sorriso stampato in faccia, il suo “Megamind” è alla fine arrivato in porto: “Non si vive di soli pinguini – un chiaro riferimento a 'Madagascar' ed alla sua performance vocale – e a volte nemmeno sai bene quali ostacoli incontrerai. Sapete qual è stata la cosa più difficile del film? Non lo immaginereste mai: il titolo! E’ sorprendente quanti nomi di supereroi siano sotto copyright, appena te ne veniva uno in mente… zac! E’ della Marvel, è della DC e così via. Alla fine però eccolo: Megamind! Bello, vero?”.
"Megamind", ometto blu con capoccione, è il supercriminale di Metro City a cui presta la voce Will Ferrell. “Sono tornato a fare il cattivo dopo Mugatu – dice – e mi piace. Questo tipo di personaggi sono quelli che ti stimolano maggiormente perché hanno più spessore e ti permettono di dare di più, anche se sono animati”. Ferrell aveva già prestato la voce per “Curioso come George”, ma ora si trova in un lungometraggio di tutt’altro livello accanto a due mostri di bravura come Tina Fey e Brad Pitt: “Purtroppo non mi sono misurato con Brad perché abbiamo registrato separatamente le piste audio, ma con Tina si, sapete avevamo delle scene romantiche insieme”.
Tom McGrath ci racconta di come per Brad Pitt sia stata un’esperienza molto particolare: “In realtà Brad è un attore molto fisico, abituato a prestare se stesso ai suoi personaggi, quindi trovarsi semplicemente a lavorare con la voce non deve essere stato molto semplice. Alla fine ha ovviato recitando con il microfono. Si muoveva brandendolo e si aggirava costantemente nella stanza. Ha fatto un ottimo lavoro”.
Tom viene dal successo dei due “Madagascar” ai quali ha prestato anche la voce (il pinguino capo) ed anche qui non ha resistito alla tentazione: è la guardia della prigione: “Si mi piace, ma comunque la mia attenzione era concentrata sul film e sulle sequenze d’azione. Non è stato un lavoro facile perché c’era anche il 3D, ma ho preferito che quella parte fosse gestita da un team apposito, io volevo seguire la storia, anche perché Will è uno che improvvisa e dà moltissimo".
“E’ vero - conferma il comico - ma l’importante è sempre avere chiaro dove si vuole andare. Tom è stata un’ottima guida perché ti lascia libero, ma allo stesso tempo impedisce che tu ti perda. La cosa che ho imparato da tutto questo, è che per lavorare con la voce devi un po’ scordarti che stai lavorando con la voce. Un po’ paradossale ma è così”.
http://www.film.it/film/interviste/megamind-parlano-il-regista-tom-mcgrath-e-l-attore-will-ferrell
Tom McGrath entra con un bel sorriso stampato in faccia, il suo “Megamind” è alla fine arrivato in porto: “Non si vive di soli pinguini – un chiaro riferimento a 'Madagascar' ed alla sua performance vocale – e a volte nemmeno sai bene quali ostacoli incontrerai. Sapete qual è stata la cosa più difficile del film? Non lo immaginereste mai: il titolo! E’ sorprendente quanti nomi di supereroi siano sotto copyright, appena te ne veniva uno in mente… zac! E’ della Marvel, è della DC e così via. Alla fine però eccolo: Megamind! Bello, vero?”.
"Megamind", ometto blu con capoccione, è il supercriminale di Metro City a cui presta la voce Will Ferrell. “Sono tornato a fare il cattivo dopo Mugatu – dice – e mi piace. Questo tipo di personaggi sono quelli che ti stimolano maggiormente perché hanno più spessore e ti permettono di dare di più, anche se sono animati”. Ferrell aveva già prestato la voce per “Curioso come George”, ma ora si trova in un lungometraggio di tutt’altro livello accanto a due mostri di bravura come Tina Fey e Brad Pitt: “Purtroppo non mi sono misurato con Brad perché abbiamo registrato separatamente le piste audio, ma con Tina si, sapete avevamo delle scene romantiche insieme”.
Tom McGrath ci racconta di come per Brad Pitt sia stata un’esperienza molto particolare: “In realtà Brad è un attore molto fisico, abituato a prestare se stesso ai suoi personaggi, quindi trovarsi semplicemente a lavorare con la voce non deve essere stato molto semplice. Alla fine ha ovviato recitando con il microfono. Si muoveva brandendolo e si aggirava costantemente nella stanza. Ha fatto un ottimo lavoro”.
Tom viene dal successo dei due “Madagascar” ai quali ha prestato anche la voce (il pinguino capo) ed anche qui non ha resistito alla tentazione: è la guardia della prigione: “Si mi piace, ma comunque la mia attenzione era concentrata sul film e sulle sequenze d’azione. Non è stato un lavoro facile perché c’era anche il 3D, ma ho preferito che quella parte fosse gestita da un team apposito, io volevo seguire la storia, anche perché Will è uno che improvvisa e dà moltissimo".
“E’ vero - conferma il comico - ma l’importante è sempre avere chiaro dove si vuole andare. Tom è stata un’ottima guida perché ti lascia libero, ma allo stesso tempo impedisce che tu ti perda. La cosa che ho imparato da tutto questo, è che per lavorare con la voce devi un po’ scordarti che stai lavorando con la voce. Un po’ paradossale ma è così”.
http://www.film.it/film/interviste/megamind-parlano-il-regista-tom-mcgrath-e-l-attore-will-ferrell
Will e John C. Reilly in 'Little Drummer Boy/Peace on Earth'
Un nuovo video dalla coppia Ferrell-Reilly, il clip di 'Little Drummer Boy/Peace on Earth' in cui Will fa David Bowie e John fa Bing Crosby. Eccolo:
martedì 14 dicembre 2010
Will è andato a vedere la prima di 'Tron Legacy'
Ecco le prove:
Owen Wilson: «Zoolander 2 arriverà presto»
Le notizie negli ultimi mesi si sono avvicendate con ritmo discreto, tra buone e meno buone. Sappiamo che Justin Theroux dovrebbe dirigere e scrivere Zoolander 2, e il mese scorso Viacom ha rivelato che il sequel è tra le loro priorità. Oggi arriva un’ulteriore conferma da Owen Wilson, co-protagonista del film originale, che durante una conferenza di Vi presento i nostri ha riflettuto sul suo sodalizio con Ben Stiller, affermando che presto continuerà, appunto, nell’atteso seguito: “Ci siamo visti da poco e abbiamo parlato di fare un altro film di Zoolander“. Un giornalista ha poi chiesto se il film sarebbe entrato presto in produzione: “Credo di sì. Abbiamo un’ottima sceneggiatura e penso che lo faremo“. Wilson ha anche lasciato intendere che il resto del cast – compresi, si spera, Christine Taylor e Will Ferrell – potrebbe tornare.
Che ne pensate, dunque, del ritorno di Derek Zoolander e Hansel?
http://www.brunotrani.info/blog/2010/12/13/owen-wilson-%C2%ABzoolander-2-arrivera-presto%C2%BB/
Che ne pensate, dunque, del ritorno di Derek Zoolander e Hansel?
http://www.brunotrani.info/blog/2010/12/13/owen-wilson-%C2%ABzoolander-2-arrivera-presto%C2%BB/
domenica 12 dicembre 2010
RECE: Vero come la finzione (Film.it)

Surreale e coinvolgente, l’ultimo lavoro di Marc Forster ne conferma in pieno le potenzialità di cineasta originale e deciso a seguire il proprio percorso poetico
L’agente del fisco Harold Creek (Will Ferrell) conduce una vita tanto organizzata quanto povera di contenuti. L’uomo non capisce di annoiarsi e di essere infelice fino alla mattina in cui, mentre si lava i denti, iniziai a sentire nella sua mente una voce di donna che ne commenta con precisione assoluta tutte le azioni. Nel cercare una spiegazione al fenomeno l’uomo finisce per incontrare il professore di letteratura Jules Hilbert (Dustin Hoffman), che lo indirizza verso la giusta via: Harold è il protagonista del romanzo di qualche scrittrice. Intanto nella sua casa, isolata ed in evidente stato di depressione, la grande Kay Eiffel (Emma Thompson) sta per concludere il suo nuovo manoscritto, ma ha un solo grande problema: non sa come far morire il suo protagonista. Quando la voce annuncia ad Harold la sua imminente morte, la situazione precipita. Non sarà però la tremenda notizia anche uno stimolo per ritrovare il gusto ed il senso della vita?
Se ci fosse stato ancora bisogno di una pellicola per confermare la bontà e la versatilità del cinema di Marc Forster, ecco che quest’ultimo, bizzarro e commovente “Vero come la finzione” arriva puntuale. Quello che maggiormente ci gratifica è il poter scorgere un percorso coerente e abbastanza personale all’interno di una filmografia che è partita dal realismo doloroso di “Monster’s Ball” (id., 2001) per iniziare pian piano a cercare delle soluzioni visive sempre più particolari, ma comunque indirizzate verso un cinema poetico e non banale. “Neverland” (id., 2004) e il sottovalutato “Stay” (id., 2005) dimostrano infatti una capacità di messa in scena che fa della cura del dettaglio un elemento fondamentale ed insieme un’interessante fonte di non-senso, causa di disagio e di dilemmi da risolvere – soprattutto per quanto riguarda il secondo dei due ultimi citati.
Quest’ultima pirallendiana avventura di Forster si caratterizza invece per essere una sorta di commedia morale a tratti assolutamente poetica, ottimamente realizzata secondo un ritmo ed una messa in scena sapientemente “trattenuti”. Forster lavora in stilizzazione ma non lascia appassire il sentimento e la potenza del senso: in tal modo “Vero come la finzione” affascina per l’idea che si trova alla base di esso ed insieme commuove nel seguire le orme del suo protagonista. Le scelte di cast sono poi tutte assolutamente perfette, a partire da una finalmente ritrovata e straordinaria attrice come Emma Thompson, che avrebbe meritato molta più attenzione in questo periodo di premi.
Surreale e coinvolgente, l’ultimo lavoro di Marc Forster ne conferma in pieno le potenzialità di cineasta originale e deciso a seguire il proprio percorso poetico. “Vero come la finzione” è un piccolo gioiellino di raffinatezza cinematografica, che riflette in punta di piedi su temi come l’ineluttabilità del destino. Sarebbe un vero peccato lasciarsi scappare una visione in sala…
http://www.film.it/articolo/recensione-vero-come-la-finzione
Will in tv: Old School
Domenica, 19 dicembre 2010 su ITALIA 1 alle ore 1.55.
venerdì 10 dicembre 2010
RECE: Megamind (Movieplayer)
Quel piccolo alieno dalla grande testa, messo in salvo dai genitori su di una navicella spaziale, non può essere il cattivo che di lì a qualche anno avrebbe scelto di atterrire il mondo con il nome di Megamind. Con quegli occhioni, le smorfie della bocca e il minion al suo fianco non la dà a bere proprio a nessuno. Eppure, una volta cresciuto e avendo provato sulla propria pelle blu cosa significhi essere emarginati e soprattutto cosa voglia dire confrontarsi con con un "collega" più amato, Metro Man, un incrocio tra Elvis Presley e un'imitazione di Elvis Presley, il nostro protagonista decide di diventare il nemico pubblico numero uno di Metrocity. Costantemente stracciato dal rivale, Megamind entra in crisi proprio alla morte del suo omologo buono; in fondo anche a Will il coyote, se venisse a mancare l'odiato contraltare di Beep Beep, il deserto sembrerebbe uno spazio inutile. Dopo un'iniziale periodo di euforia, in cui passa al setaccio le banche e i musei di mezzo mondo (si toglie anche lo sfizio di rubare la Gioconda), dedicandosi anima e corpo al settimanale rapimento dell'adorata giornalista televisiva Roxanne Ritchi, Megamind si annoia e decide di creare egli stesso il suo antagonista e, tanto per cambiare, sbaglia obiettivo anche questa volta. Il prescelto, il cameraman Hal, alias Titan, addestrato con un'esilarante training alla Karate Kid - Per vincere domani, è solo un nerd che cerca di compensare i suo fallimenti umani con i superpoteri acquisti grazie all'intercessione di Megamind. All'omino blu non resta che riparare al danno fatto, scoprire finalmente la sua vera natura e accettare quanto di buono il mondo ha da offrirgli.
Una delle prime immagini del film Megamind Megamind, opera d'animazione della Dreamworks, diretta dal veterano Tom McGrath (sua la regia dei due Madagascar), nasce da un'idea della Red Hour Film di Ben Stiller e vede nel gruppo di consulenti gente del calibro di Guillermo Del Toro e Justin Theroux, già sceneggiatore di Iron Man 2. E' stato proprio l'autore di Il labirinto del fauno e di Hellboy ad avere la bella intuizione di far partire il film dal momento in cui Megamind sembra ad un passo dalla morte, con la sua voce fuori campo che inizia a ripercorrere a ritroso le varie tappe della sua esistenza. Il film piace per la scrittura accurata e la grande attenzione ai dettagli, punti di forza di un racconto che trova il suo senso nel sovvertimento di ogni clichè. Il punto, infatti, non è la crisi di coscienza del cattivo, quanto la scoperta da parte dello stesso Megamind, di non essere mai stato un malvagio. Nell'idea degli autori questo percorso di crescita, costruito su misura sulla megalomania del protagonista, che indossa costantemente costumi sopra le righe ed è incapace di pronunciare bene le parole, sembra voler dimostrare che spesso ci si complica la vita per scelte sbagliate o perché si ha paura del prossimo; magari con la complicità di media ingombranti che pretendono la nascita di nuovi eroi e ovviamente di nuovi nemici da combattere.
Roxanne Ritchi insieme al protagonista del film Megamind Peccato che la forza di un messaggio simile risulti ogni tanto annacquata da un rassicurante "buonismo" di fondo, ma ciò non toglie merito ad una pellicola estremamente godibile, cadenzata dal rock degli Ac/Dc, ma dall'animo profondamente pop, come dimostra il trascinante finale sulla musica di Bad di Michael Jackson. Riuscite, poi, le 'citazioni' da altri film del filone fantascientifico (e non); la sequenza iniziale sembra presa da Superman, così come il personaggio di Roxanne pare modellato sulle fattezze e sul carattere indomito di Lois Lane. Il robot di Megamind, poi, si chiama Black Mamba (soprannome di Beatrix Kiddo, protagonista di Kill Bill) e l'escamotage iniziale sembra un omaggio a Viale del Tramonto. Un film del genere regge anche senza 3D, mentre non sarebbe stato lo stesso senza le appropriate interpretazioni vocali di Will Ferrell(Megamind), Tina Fey (Roxanne), Brad Pitt (Metro Man) e Jonah Hill (Hal/Titan).
http://www.movieplayer.it/articoli/07631/cattivissimo-lui/
Una delle prime immagini del film Megamind Megamind, opera d'animazione della Dreamworks, diretta dal veterano Tom McGrath (sua la regia dei due Madagascar), nasce da un'idea della Red Hour Film di Ben Stiller e vede nel gruppo di consulenti gente del calibro di Guillermo Del Toro e Justin Theroux, già sceneggiatore di Iron Man 2. E' stato proprio l'autore di Il labirinto del fauno e di Hellboy ad avere la bella intuizione di far partire il film dal momento in cui Megamind sembra ad un passo dalla morte, con la sua voce fuori campo che inizia a ripercorrere a ritroso le varie tappe della sua esistenza. Il film piace per la scrittura accurata e la grande attenzione ai dettagli, punti di forza di un racconto che trova il suo senso nel sovvertimento di ogni clichè. Il punto, infatti, non è la crisi di coscienza del cattivo, quanto la scoperta da parte dello stesso Megamind, di non essere mai stato un malvagio. Nell'idea degli autori questo percorso di crescita, costruito su misura sulla megalomania del protagonista, che indossa costantemente costumi sopra le righe ed è incapace di pronunciare bene le parole, sembra voler dimostrare che spesso ci si complica la vita per scelte sbagliate o perché si ha paura del prossimo; magari con la complicità di media ingombranti che pretendono la nascita di nuovi eroi e ovviamente di nuovi nemici da combattere.
Roxanne Ritchi insieme al protagonista del film Megamind Peccato che la forza di un messaggio simile risulti ogni tanto annacquata da un rassicurante "buonismo" di fondo, ma ciò non toglie merito ad una pellicola estremamente godibile, cadenzata dal rock degli Ac/Dc, ma dall'animo profondamente pop, come dimostra il trascinante finale sulla musica di Bad di Michael Jackson. Riuscite, poi, le 'citazioni' da altri film del filone fantascientifico (e non); la sequenza iniziale sembra presa da Superman, così come il personaggio di Roxanne pare modellato sulle fattezze e sul carattere indomito di Lois Lane. Il robot di Megamind, poi, si chiama Black Mamba (soprannome di Beatrix Kiddo, protagonista di Kill Bill) e l'escamotage iniziale sembra un omaggio a Viale del Tramonto. Un film del genere regge anche senza 3D, mentre non sarebbe stato lo stesso senza le appropriate interpretazioni vocali di Will Ferrell(Megamind), Tina Fey (Roxanne), Brad Pitt (Metro Man) e Jonah Hill (Hal/Titan).
http://www.movieplayer.it/articoli/07631/cattivissimo-lui/
giovedì 9 dicembre 2010
Will al Sundance con i Beastie Boys...
Si avvicina l'appuntamento 2011 con il Sundance, e sul sito del festival Usa è comparsa la presenza di un nuovo video musicale dei Beastie Boys. Questa la scheda:
Fight For Your Right Revisited (Director and Screenwriter: Adam Yauch) - After the boys leave the party… Cast: Elijah Wood, Danny McBride, Seth Rogen, Will Ferrell, John C. Reilly, Jack Black.
Non se ne sa molto di più, se non che - ovviamente - si tratterà di un video che prende spunto dallo storico filmato realizzato per 'Fight for your right' negli '80... Eccolo:
Fight For Your Right Revisited (Director and Screenwriter: Adam Yauch) - After the boys leave the party… Cast: Elijah Wood, Danny McBride, Seth Rogen, Will Ferrell, John C. Reilly, Jack Black.
Non se ne sa molto di più, se non che - ovviamente - si tratterà di un video che prende spunto dallo storico filmato realizzato per 'Fight for your right' negli '80... Eccolo:
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Beastie Boys,
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Fight for your right revisited,
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Seth Rogen,
Sundance
Will dice che ha paura dei germi
Leggete qui:
http://www.musicrooms.net/showbiz/21068-will-ferrell-i-am-a-germaphobe.html
Dice che Will ha paura dei germi.
http://www.musicrooms.net/showbiz/21068-will-ferrell-i-am-a-germaphobe.html
Dice che Will ha paura dei germi.
mercoledì 8 dicembre 2010
RECE: Vero come la finzione (La firma cangiante)
Harold (Will Ferrell) è un timido impiegato dell’IRS, l’agenzia fiscale statunitense. Ogni mattina si sveglia al suono del suo orologio da polso e comincia la sua giornata seguendo una sorta di rigoroso e maniacale programma mentale. Si lava i denti e conta quante volte li spazzola dall’alto in basso e quante dal basso verso l’alto, si annoda la cravatta sempre nello stesso modo, nel tragitto verso la fermata dell’autobus conta i passi e vi arriva ogni giorno sempre alla stessa identica ora. In ufficio risolve mentalmente operazioni complicate in un solo secondo, tutti i giorni si prende gli stessi minuti di pausa e compie ripetutamente le stesse azioni. E si va avanti così giorno dopo giorno.
Per lo spettatore tutto questo viene sottolineato da una grafica che mette in evidenza sullo schermo tutti i vari numeri che scandiscono l’esistenza di Harold.
Una voce narrante ce ne descrive ripetutamente le azioni.
Un mattino di un giorno qualunque l’orologio suona, Harold si alza e va a lavarsi i denti, conta le spazzolate e la voce narrante ci descrive le sue azioni.
Ma Harold a un certo punto si ferma, comincia ad essere smarrito. Smarrito perchè anche lui, protagonista di questo film, comincia a sentire la voce narrante. La voce che descrive la sua vita, che la descrive con totale precisione.
Da questo momento la vita di Harold comincia a subire qualche scossone. Harold è stranito e vuole capirci qualcosa. Di chi è questa voce? Controlla la sua vita? Questa vita è vera o è finzione?
Tutto diventa ancora ingarbugliato quando la voce narrante rivela che Harold è destinato a morire.
Arriva il momento quindi di vederci chiaro e così Harold si rivolge a un universitario esperto di narrazione, un divertentissimo Dustin Hoffman nella surreale parte del Professor Jules Hilbert che aiuterà Harold a scoprire se di personaggio di fantasia si tratti o di persona vera. Tra stralunati consigli, un esilarante test narrativo e incontri imprevisti, come quello con la fornaia Ana (Maggie Gyllenhaal) della quale Harold l’impacciato si innamora, la vita del nostro protagonista prende una svolta.
Ma se Harold è in bilico tra realtà e finzione chi c’è dietro la voce narrante? Una fantasia del protagonista o una persona vera che tira i fili del suo burattino?
Vero come la finzione è una bella commedia ben interpretata da tutti gli attori coinvolti con un Dustin Hoffman decisamente azzeccato.
Verità? Finzione? Metalinguaggio? In fondo anche la narrazione, la finzione, entrano insieme a tante altre piccole cose, nella nostra vita vera per aiutarci a viverla in maniera più spensierata e più gioiosa. Sicuramente questo film si rivela un divertente e sfizioso intrattenimento, assolve al suo compito. Quindi, verità, finzione, che ci importa. Consigliato a tutti.
http://lafirmacangiante.blogspot.com/2010/11/vero-come-la-finzione.html
Per lo spettatore tutto questo viene sottolineato da una grafica che mette in evidenza sullo schermo tutti i vari numeri che scandiscono l’esistenza di Harold.
Una voce narrante ce ne descrive ripetutamente le azioni.
Un mattino di un giorno qualunque l’orologio suona, Harold si alza e va a lavarsi i denti, conta le spazzolate e la voce narrante ci descrive le sue azioni.
Ma Harold a un certo punto si ferma, comincia ad essere smarrito. Smarrito perchè anche lui, protagonista di questo film, comincia a sentire la voce narrante. La voce che descrive la sua vita, che la descrive con totale precisione.
Da questo momento la vita di Harold comincia a subire qualche scossone. Harold è stranito e vuole capirci qualcosa. Di chi è questa voce? Controlla la sua vita? Questa vita è vera o è finzione?
Tutto diventa ancora ingarbugliato quando la voce narrante rivela che Harold è destinato a morire.
Arriva il momento quindi di vederci chiaro e così Harold si rivolge a un universitario esperto di narrazione, un divertentissimo Dustin Hoffman nella surreale parte del Professor Jules Hilbert che aiuterà Harold a scoprire se di personaggio di fantasia si tratti o di persona vera. Tra stralunati consigli, un esilarante test narrativo e incontri imprevisti, come quello con la fornaia Ana (Maggie Gyllenhaal) della quale Harold l’impacciato si innamora, la vita del nostro protagonista prende una svolta.
Ma se Harold è in bilico tra realtà e finzione chi c’è dietro la voce narrante? Una fantasia del protagonista o una persona vera che tira i fili del suo burattino?
Vero come la finzione è una bella commedia ben interpretata da tutti gli attori coinvolti con un Dustin Hoffman decisamente azzeccato.
Verità? Finzione? Metalinguaggio? In fondo anche la narrazione, la finzione, entrano insieme a tante altre piccole cose, nella nostra vita vera per aiutarci a viverla in maniera più spensierata e più gioiosa. Sicuramente questo film si rivela un divertente e sfizioso intrattenimento, assolve al suo compito. Quindi, verità, finzione, che ci importa. Consigliato a tutti.
http://lafirmacangiante.blogspot.com/2010/11/vero-come-la-finzione.html
lunedì 6 dicembre 2010
Will dice che vuole fare il babysitter ai figli di Brad Pitt
Leggi qui:
http://www.musicrooms.net/showbiz/21134-will-ferrell-i-want-to-babysit-for-pitt.html
Vuole 15 dollari l'ora.
http://www.musicrooms.net/showbiz/21134-will-ferrell-i-want-to-babysit-for-pitt.html
Vuole 15 dollari l'ora.
In arrivo una commedia politica con Zach Galifianakis e Will Ferrell?
Dead Line Hollywood rivela che nella Mecca del cinema sarebbero in molti ad essere interessati a realizzare quella che viene descritta come una commedia politica incentrata su due candidati in corsa alle presidenziali del 2012. A dirigere il tutto dovremmo trovare Jay Roach (Austin Powers, Ti Presento i Miei), mentre ad interpretare i due politici una coppia che già sulla carta promette faville: Zach Galifianakis e Will Ferrell. Attendiamo sviluppi eventuali.
Fonte: Dead Line Hollywood
http://www.everyeye.it/cinema/notizia/in-arrivo-una-commedia-politica-con-zach-galifianakis-e-will-ferrell_87318
Fonte: Dead Line Hollywood
http://www.everyeye.it/cinema/notizia/in-arrivo-una-commedia-politica-con-zach-galifianakis-e-will-ferrell_87318
domenica 5 dicembre 2010
Arriva 'Megamind' (in Italia senza Will...): i primi minuti in video e qualche altra cosa
Iniziamo con i primi cinque minuti del film:
Poi Megamind (con la voce di Will sottotitolata!) si auto-promuove:
Vote for Megamind
Caricato da rubberrepublicit. - Stagioni complete e singoli episodi online
Qui, infine, il sito ufficiale italiano con giochi e molto altro:
http://www.megamind.com/awesomemachine/it/?
(Grazie a ToTi per la segnalazione!)
Poi Megamind (con la voce di Will sottotitolata!) si auto-promuove:
Vote for Megamind
Caricato da rubberrepublicit. - Stagioni complete e singoli episodi online
Qui, infine, il sito ufficiale italiano con giochi e molto altro:
http://www.megamind.com/awesomemachine/it/?
(Grazie a ToTi per la segnalazione!)
RECE: Megamind (Recensione Film)
Giunti da piccoli dal lontano spazio, due supereroi si contendono la città di Metro City: MetroMan e MegaMind. Il primo è leale e onesto e cerca di salvare la città e i suoi abitanti dal malvagio Megamind, che è perennemente sconfitto dall'eroe buono. Finchè un giorno, evaso di prigione, Megamind riesce a eliminare definitivamente MetroMan. La città è sua, ma ben presto l'antieroe scopre che, senza un degno avversario che lo contrasti, il suo personaggio non è nulla. Cercherà quindi il modo di creare un nuovo supereroe buono che gli sbarri la strada...
Sono Will Ferrell e Brad Pitt a fornire la fisiognomia e le voci dei due antagonisti del film, Megamind e Metroman. Due supereroi opposti fin da piccoli: Metroman è una caricatura di Superman, dotato di raggi laser dagli occhi, capacità di volo, forza sovrumana, e un certo narcisismo. Megamind invece è un cervellone blu, fornito di ogni tipo di tecnologie, e accompagnato dal suo fidato Minion, un pesce consigliere. Megamind cerca in tutti i modi di apparire malvagio e diabolico, risultando però in questo maldestro. Rapisce la bella Roxanne (Tina Fey), la giornalista amica di Metroman, per farlo accorrere e tendergli una trappola, ma non riesce ad incuterle alcun timore con le sue vacue minacce, in una delle scene più divertenti del film. Esilaranti sono le gag di Megamind e la caricatura che viene fatta di supereroi e delle loro gesta. Qui si va oltre il semplice concetto di buono/cattivo, ogni personaggio è messo di fronte ad una scelta sulla strada da seguire, e ci si pone per una volta dal punto di vista del cattivo, destinato a perdere, e delle sue motivazioni che lo hanno portato a stare dalla parte del male a tutti i costi, quando invece nel cuore non sarebbe così malvagio. Per certi versi un copione che non dovrebbe sbalordire, in altri film il cattivo in fin dei conti possiede un cuore d'oro, come visto per Cattivissimo Me. Tuttavia la trama non è per niente scontata o superficiale ma elaborata con ingegno e con un intreccio interessante, dimostrandosi rocambolesca, ricca di azione e capace di appassionare grandi e piccoli. Momenti divertenti, con veloci scambi di battute quasi memorabili, alternati ad altri più profondi e un tocco di romanticismo, il tutto accompagnato da una importante colonna sonora, che varia dal romantico al metal (con AC/DC, Ozzy Osbourne e parecchi altri). Umorismo accattivante e personaggi decisamente ben caratterizzati, e ovviamente meravigliose animazioni digitali DreamWorks supportate dal 3D. Un film intelligente e ben fatto.
http://www.recensionefilm.com/recensioni_film/megamind.asp
Sono Will Ferrell e Brad Pitt a fornire la fisiognomia e le voci dei due antagonisti del film, Megamind e Metroman. Due supereroi opposti fin da piccoli: Metroman è una caricatura di Superman, dotato di raggi laser dagli occhi, capacità di volo, forza sovrumana, e un certo narcisismo. Megamind invece è un cervellone blu, fornito di ogni tipo di tecnologie, e accompagnato dal suo fidato Minion, un pesce consigliere. Megamind cerca in tutti i modi di apparire malvagio e diabolico, risultando però in questo maldestro. Rapisce la bella Roxanne (Tina Fey), la giornalista amica di Metroman, per farlo accorrere e tendergli una trappola, ma non riesce ad incuterle alcun timore con le sue vacue minacce, in una delle scene più divertenti del film. Esilaranti sono le gag di Megamind e la caricatura che viene fatta di supereroi e delle loro gesta. Qui si va oltre il semplice concetto di buono/cattivo, ogni personaggio è messo di fronte ad una scelta sulla strada da seguire, e ci si pone per una volta dal punto di vista del cattivo, destinato a perdere, e delle sue motivazioni che lo hanno portato a stare dalla parte del male a tutti i costi, quando invece nel cuore non sarebbe così malvagio. Per certi versi un copione che non dovrebbe sbalordire, in altri film il cattivo in fin dei conti possiede un cuore d'oro, come visto per Cattivissimo Me. Tuttavia la trama non è per niente scontata o superficiale ma elaborata con ingegno e con un intreccio interessante, dimostrandosi rocambolesca, ricca di azione e capace di appassionare grandi e piccoli. Momenti divertenti, con veloci scambi di battute quasi memorabili, alternati ad altri più profondi e un tocco di romanticismo, il tutto accompagnato da una importante colonna sonora, che varia dal romantico al metal (con AC/DC, Ozzy Osbourne e parecchi altri). Umorismo accattivante e personaggi decisamente ben caratterizzati, e ovviamente meravigliose animazioni digitali DreamWorks supportate dal 3D. Un film intelligente e ben fatto.
http://www.recensionefilm.com/recensioni_film/megamind.asp
venerdì 3 dicembre 2010
Will in tv: Derby in famiglia
Doppio appuntamento:
Martedì, 7 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 21.00.
Mercoledì, 8 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 13.10.
Martedì, 7 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 21.00.
Mercoledì, 8 dicembre 2010 su MGM CHANNEL alle ore 13.10.
giovedì 2 dicembre 2010
RECE: Megamind (Eco del Cinema)
“Megamind”, l’ultimo film di animazione firmato DreamWorks e diretto da Tom McGrath, è un concentrato di umorismo e ironia, che conquista con quel tocco di cinismo che da qualche tempo anima i cartoons made in USA. Megamind è il signore del male più rock ‘n ‘roll che il mondo abbia mai conosciuto: enorme testa blu, attillata tutina in pelle nera e lungo mantello borchiato. Ogni tentativo volto a sconfiggere il suo acerrimo nemico, Metroman, eroe invincibile e bellissimo, si rivela un fallimento, fino al giorno in cui riesce a freddarlo, grazie ad un piano superdiabolico. Una volta eliminato il rivale, Megamind si rende conto di non avere nessun altra ambizione nella vita e, in assenza del suo avversario, si scoprirà suo malgrado essere un intrepido paladino della giustizia. Avvincente e divertente, il film racconta l’eterna lotta tra il bene e il male in chiave decisamente rock: Megamind e Metroman, sembrano, infatti, incarnare due stelle della musica, in spietata competizione per assicurarsi la maggior fetta di ascolti e di fan. Sono proprio quei siparietti musicali affidati alle note dei Guns n’ Roses, AC/DC e Elvis Presley a scandire il ritmo di ogni battaglia e a renderla meno noiosa e banale agli occhi del pubblico. Anche gli altri personaggi della storia, Roxanne (la grintosa reporter di cui Megamind finirà per innamorarsi) e Minion (il pesce spaziale in un corpo la robot) vengono deliziosamente caratterizzati e si integrano perfettamente all’interno del dinamico quadro d’azione. Sulla scia di “Cattivissimo me”, la DreamWorks ci regala un altro sorprendente family movie, che non abbandona la parabola del vile che diventa buono, e che funziona grazie a un mix di citazioni sprezzanti e un ottimo 3D.
Eleonora Siniscalchi
http://www.ecodelcinema.com/megamind---recensione.htm
Eleonora Siniscalchi
http://www.ecodelcinema.com/megamind---recensione.htm
mercoledì 1 dicembre 2010
Megamind, le foto dell'anteprima parigina
Will in tv: 'Vero come la finzione'
Doppio appuntamento:
Sabato, 4 dicembre 2010, su JOI, alle ore 23.30.
Domenica, 5 dicembre 2010, su JOI, alle ore 14.30.
Sabato, 4 dicembre 2010, su JOI, alle ore 23.30.
Domenica, 5 dicembre 2010, su JOI, alle ore 14.30.
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